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Una narrazione d’impatto: sconvolgente.
Poesia e prosa per raccontare la profondità di un’anima.
Ti prego, parlami,
Dimmi che non fallirò.
Dimmi che non mi spezzerà il cuore.
Dimmi che la felicità è un’ustione.
Dimmi che se voglio, posso volare.
Dimmi perché guardo il respiro del cielo.
Dimmi perché ne provo un così profumato timore...
Ti prego, parlami.
Dimmi com’è sentirsi soli in paradiso.
E come una preghiera silenziosa verso un Dio che non sente,
riflessioni senza fine per spiegare se stesso, la propria
pienezza in rapporto alla vacuità che lo circonda, si snoda un
romanzo che parla di sé tramite il silenzio, comunica con la
comprensione di un istante la profondità, la malinconia e la
solitudine di giovani generazioni.
Una scelta,
un grido d’amore... una storia delicatissima.
Matteo
Rizzardo,
classe 1986, vive nel Trevigiano con la sua famiglia.
Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico, ha seguito la sua
passione per le materie umanistiche iscrivendosi alla Facoltà di
Filosofia di Padova.
Al suo esordio, con “Grazie, ma la spengo io la luce”, dimostra,
malgrado la giovane età, una profondità di pensiero e una
capacità riflessiva che lo rendono, a tutti gli effetti, una
piccola grande promessa per il futuro mondo editoriale italiano.
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>>> Intervista a
Matteo Rizzardo
