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Intervista all'Autrice Titti Rigo de Righi

 

Prima domanda, per conoscerLa meglio: chi è Titti Rigo de Righi?
E' una donna sensibile come tante, una donna che ha cercato di trasformare le proprie esperienze negative ed i conflitti in ricchezza e fonte di conoscenza, una donna umanamente curiosa e, a detta degli altri, generosa.
Come nasce la sua passione per la scrittura? E quella per la
Poesia?
Nasce dalla lettura dei classici, dal fascino che hanno sempre esercitato le parole su di me, quando diventano musica in versi.
“Di turchese e d’ambra” raccoglie in una sola Opera sia
componimenti poetici che alcune composizioni narrative; quali sono - se ve ne sono - gli elementi in comune, secondo Lei, tra i due generi all’interno della raccolta?
L'elemento comune è la solidarietà e l'amore che cerco di incanalare giornalmente nella mia vita, quando sai di avere qualcosa da trasmettere agli altri, non bisogna essere avari di sé.
Le poesie e i ritratti che Lei ha creato hanno un’ispirazione
comune?
Fonti di ispirazione sono per me la natura e i sentimenti, l' "altro" da me nasconde un'inesauribile magìa, la natura è perfetta, è l'uomo d'oggi, spesso a non sapere apprezzare i suoi doni.
Spesso, nelle composizioni di tipo narrativo ha trattato argomenti molto attuali e al tempo stesso di estrema gravità. Possiamo chiederLe se sia più facile raccontare certe esperienze ed avvenimenti tramite la scrittura?
Riesco a raccontare e ritrarre più facilmente attraverso la scrittura che non verbalmente; ciò che scrivo proviene da una zona molto profonda, insondabile dal mirino della razionalità, la riflessione sugli stati d'animo è, scrivendo, più attenta ma anche immediata, ecco perchè, in un mondo affollato di persona depresse, logorroiche, nevrotiche, trovo più appagante scrivere.
E’ più una scelta o un bisogno?
E' più scelta, ma anche bisogno: è una catarsi, una purificazione.
Le sue liriche affrontano argomenti molto diversi; tuttavia, in
tutte le composizioni si avverte una certa sensualità che viene espressa tanto dalla scrittura quanto dalle immagini rappresentate. Ci può dare la sua personale definizione di sensualità?
Sensualità è tutto ciò che sprigiona piacere e gioia: un sorriso, la forma di una mano, l'incedere elegante del felino, un tramonto che trascina in sé un carro di colori caldi... sensualità è un dono dello spirito che si fa carne e tutto ridisegna con lo stupore del primo sguardo, come se prima di quel sorriso, di quella mano, di quel tramonto... non fosse mai esistito nulla.
Cosa rappresentano per Titti Rigo de Righi la vita, la gioia,
l’esperienza?
La vita è un passaggio della mente divina che va consumato senza riserve, la gioia è l'emozione che più sovente cerchiamo tutti, l'esperienza è la forma acquisita dalla scultura del tuo essere nel corso del tempo... guai a non avere trasformazioni!
C’è una delle sue poesie a cui è affezionata maggiormente? Perché?
La poesia che inizia con "sarà perchè..." e termina con " a udirci rimase l'effluvio dell'anima con le sue indomite ali", mi da senso di appartenenza, mi radica all'amore che ho dato e ricevuto dalla persona che ho più amato in questa vita, mi fa sentire il suo respiro, la sua anima vicino alla mia, mi fa vivere il nostro volo...
Quale dei temi da Lei trattati nella sua raccolta può essere - a suo dire maggiormente rappresentativa del mondo di oggi?
I temi della disperazione, tutto ciò che riguarda il nostro senso intimo di inadeguatezza, ancor più il senso di impotenza di fronte alla necessità di dover subire passivamente le decisioni dei 'potenti' della terra, e ancora la tristezza nel sentirsi perennemente incompleti, assetati di verità, in un mondo troppo accelerato per i nostri tempi
'interni'
“Di turchese e d’ambra”; come mai la scelta di avvicinare
esperienze, vita, racconti ad alcuni minerali?
Da figlia di geologo, con le vetrine di casa piene di fossili e
minerali, ero innamorata delle prime forme di vita, così semplici, così perfette! i minerali mi davano forza, pace e coloravano la mia fantasia, ho avuto una vicenda intima con loro, non li ho mai traditi...
Crede che la sua professione di grafologa le abbia dato la
possibilità di conoscere meglio le persone o di sapere troppo degli esseri umani?
Certo la scrittura (dono precipuo dell'uomo)da la possibilità di approfondire le dinamiche comportamentali dei soggetti che ti trovi di fronte, impari a conoscerli meglio, a mettere a fuoco i punti deboli ma anche a evidenziare la forza che sottende a qualsiasi apparente fragilità, uno strumento di conoscenza utile, anche se mai definitivo o peggio giudicante!
Come scrittrice, poetessa, testimone vivente dei tempi attuali, crede che vi sia ancora spazio per la lettura? Per la scrittura?
Certo che credo vi sia spazio per la lettura, mi rivolgo a un pubblico intelligente, raffinato, colto che ama leggere e perchè no? Scrivere (magari con le vecchie penne stilografiche ed inchiostro rosso)... di oggetti vuoti e subitaneamente desueti, per i volgari insomma, ne sono pieni i negozi! buon per loro. La lettura rimane, si stratifica, crea vita, ti permette una lunga storia d'amore con te stesso... ovvio che l'amo.
Vi è un Poeta del ‘900 del quale si può definire una grande
ammiratrice e perché?
Sono grata ad una moltitudine di poeti: da Baudelaire a Rimbaud, da Rilke a Ungaretti, da Neruda a Montale, dalla Dickinson (alla quale vorrei assomigliare) a Silvia Plath... e poi ci sono altri che scrivono in prosa ma sono dei veri poeti, Calvino ad esempio, Erri De Luca, Pietro Citati...       Vi è un’Opera letteraria di cui avrebbe voluto essere l’Autore?
'Memorie di Adriano' della Yourcenar
Perché crede che oggi più che in ogni altro secolo in molti
sentano il bisogno di esprimersi attraverso la Poesia?
Forse perchè scrivere poesia è un modo sincero e vero per dare luce alla passione, ed oggi è proprio questa spinta che manca.
Vi è qualcosa che è riuscita ad esprimere, attraverso la
scrittura, che altrimenti non avrebbe mai espresso?
Prima di tutto la dolcezza (sono apparentemente fredda), poi lo struggimento della perdita, la paura, la solitudine, l'amicizia, il desiderio di comunicare con un ordine di sensi 'superiore'... con la scrittura mi sento sempre in compagnia.
Si può parlare della Poesia come di una nuova e più intima forma di espressione, o pensa che sia invece un’espressione di qualcosa di universale più che intimistico?
La poesia dovrebbe essere universale nel senso che il poetare deve rappresentare i valori fondamentali dell'esistenza, non è però così automatico che il poeta porti valori universali dentro alla propria scrittura, alla fine egli deve passare attraverso sé, fortunatamente gli ideali sono in comune a tutti gli uomini e quindi il poeta riesce a parlare anche per gli altri...
La scrittura può fare sentire meno soli?                           Come già detto la scrittura è la mia compagna di viaggio, se dovessi morire di una lunga malattia, non esiterei a chiedere ai miei amici di leggermi bella poesia fino al mio ultimo respiro, starei meglio al solo pensiero di poter morire con la poesia nelle orecchie.
Uno scrittore scrive più per sé o per gli altri?
Principalmente per sé, se poi il suo scrivere diventa patrimonio utile agli altri... meglio per lui.
Cosa vorrebbe che restasse nei lettori dopo aver terminato il suo libro?             Vorrei che sorgesse spontaneo il desiderio di interrogarsi, che potesse guardare le cose da un altro punto di vista, magari più dall'alto! Chiedo troppo?
Al momento o per il futuro ha altri progetti letterari?
Ho in progetto un romanzo, una storia familiare moderna ed intricata.
Ha un sogno che vorrebbe realizzare?
Rendere i miei figli sereni, io da ragazza non lo sono mai stata.                                                                            

Qualora ve ne fosse una, quale sarebbe la domanda a cui avrebbe voluto rispondere e che non le è stata fatta?
"Con quante persone pensa di essere entrata in empatia nel corso della sua vita?"  Avrei risposto: 'solamente con una, di sesso opposto.'

La ringraziamo per averci dedicato questo tempo e per aver risposto a tutte le domande che le abbiamo posto.
 

 

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